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		<title>Il futuro non è più quello di una volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1703" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-scaled.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-scaled.jpg 2560w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-300x200.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1024x681.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-768x511.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1536x1022.jpg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-2048x1363.jpg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-500x333.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-800x532.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1280x852.jpg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1920x1278.jpg 1920w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" />Il mondo videoludico è molto più vario di quanto si immagini e propone esperienze capaci di stimolare il pensiero e sviluppare competenze fondamentali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="2560" height="1703" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-scaled.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-scaled.jpg 2560w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-300x200.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1024x681.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-768x511.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1536x1022.jpg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-2048x1363.jpg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-500x333.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-800x532.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1280x852.jpg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/06/161-1920x1278.jpg 1920w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p><strong>di GIAMPAOLO ROSSI, Founder di La Fabbrica di Lampadine e Oltre La Media Group </strong></p>
<p>Voglio portarvi tre riflessioni. La prima è che non esiste più “il futuro di una volta”. Lo vedo molto bene osservando il rapporto con il lavoro tra la mia generazione e quella di mio figlio, che ha 25 anni. È Gen Z e ho ancora la fortuna di poterlo studiare “in cattività” dentro casa &#8211; ancora per poco.</p>
<p>La prima cosa che colpisce è quanto sia diverso il suo approccio al lavoro rispetto a quello che avevo io alla sua età. Per me esistevano due mondi distinti: la vita privata e la vita lavorativa. Non a caso abbiamo parlato per anni di work-life balance. La mia era la generazione della dicotomia: siamo cresciuti con il muro di Berlino, con un mondo diviso in due, e quindi anche con una cultura dello scontro.</p>
<p>Se guardate ancora oggi molta televisione generalista, fatta da persone con un’età media sopra i sessant’anni, vedete che spesso il modello è ancora quello: da una parte una fazione, dall’altra la fazione opposta. Più scontro che confronto. La mia generazione, che oggi occupa ancora molti ruoli apicali nelle aziende &#8211; e continuerà a farlo ancora per un po’, visto che la pensione si allontana sempre di più &#8211; ha separato nettamente vita privata e lavoro. Mio figlio invece mi dice: «No pa&#8217;». Anche perché loro risparmiano sillabe oltre che usare i vocali WhatsApp asincroni, una cosa che ancora non riesco davvero a comprendere. E mi dice: «Non esistono la vita privata e la vita lavorativa. Esiste la vita». E siccome una parte enorme della vita la passi lavorando, allora hai il diritto di stare bene anche mentre lavori.</p>
<p>Per me, cresciuto con un’altra educazione, lavorare significava anche soffrire. Il lavoro era qualcosa di strumentale: lavoravi per guadagnare soldi e vivere “dopo”. Questo concetto mio figlio non lo capisce. E ha ragione lui. Perché lui non c’era quando io avevo 25 anni, ma io ci sono adesso che lui ne ha 25. E se voglio essere contemporaneo, devo accogliere questo cambiamento, non combatterlo.</p>
<p>Questa è la prima riflessione.</p>
<p>La seconda riguarda il tema del benessere, che secondo me è soprattutto un tema di leadership. Oggi il contratto di lavoro è cambiato profondamente. Quando ero ragazzo si parlava del “patto col diavolo”: in fondo era più semplice di certi contratti moderni. Tu cedevi l’anima &#8211; ma dopo morto &#8211; e in cambio ottenevi ciò che desideravi di più. Oggi il contratto di lavoro ci dice una cosa molto più forte: noi paghiamo le persone in cambio della cosa più preziosa che possiedono, cioè il loro tempo.</p>
<p>E allora io credo che chi guida persone debba sentire tutto il peso di questa responsabilità. Perché un leader, di fatto, ha “in custodia” otto ore al giorno della vita delle persone, cinque giorni a settimana, per trent’anni o più. Per questo non credo che dovremmo occuparci del benessere solo per fare retention o per evitare che le persone se ne vadano. Dovremmo farlo perché ci interessa sinceramente che le persone stiano bene. Perché i colleghi, se ci pensate, sono anche compagni di vita. Io vedo più i miei colleghi che molte delle persone che amo. Quando mi chiedono da quanti anni sono sposato, io rispondo sempre: «Lordo o netto?». Perché lordo sono tanti anni. Ma se guardo il tempo netto passato davvero con mia moglie, è molto meno di quello che trascorro con i colleghi. E allora cambia completamente anche il significato della leadership. <strong>Non basta più sviluppare il professionista o il ruolo: bisogna avere cura della persona nella sua interezza.</strong> Servono leader che siano punti di riferimento, role model, mentori. Leader compassionevoli. Leader che facciano della gratitudine una parte concreta della propria leadership.</p>
<p>Terza riflessione: il nostro rapporto con il tempo.</p>
<p>A Roma, tempo fa, vidi una campagna pubblicitaria che mi colpì molto. Tra i vari lavori che faccio, quello che preferisco è criticare le pubblicità. Ho la fortuna di essere pagato per farlo. È una deformazione professionale: ormai durante le serie TV su Prime Video vado in bagno durante il film, non durante gli spot. Questa campagna di un’azienda informatica aveva slogan molto interessanti. Uno diceva: «Ti chiedono di dire ok, ma non ti chiedono se sei ok». Un altro: «Organizzi riunioni per organizzare altre riunioni». Ma quello che mi colpì di più era: «Faccio un lavoro che non mi lascia lavorare». È una sensazione diffusissima. Arriviamo a sera con più cose da fare di quante ne avessimo al mattino. <strong>Viviamo schiacciati sul presente: call, mail, notifiche, riunioni, stimoli continui. Siamo diventati straordinari risponditori di stimoli.</strong> Conosco persone che hanno 16mila mail non lette. Sedicimila. Accumulate lì.</p>
<p>E oltre al lavoro c’è un altro elemento che ci schiaccia sul presente: l’intrattenimento continuo.</p>
<p>L’intrattenimento nasce quando abbiamo avuto il lusso di annoiarci. Mio nonno, che faceva il contadino, lavorava dall’alba alla sera. Non aveva bisogno di Netflix. Quando invece abbiamo iniziato ad avere tempo vuoto, abbiamo cercato di riempirlo. Oggi l’intrattenimento è diventato l’industria dominante. Basta guardare le persone al semaforo: un minuto di attesa e subito prendono il telefono. <strong>Non riusciamo più a stare soli nemmeno sessanta secondi.</strong></p>
<p>Eppure la noia è fondamentale. La noia alimenta la creatività, la fantasia, l’immaginazione. E l’immaginazione è ciò che ci permette di progettare il futuro. Noi sapiens siamo gli unici esseri viventi capaci di immaginare il futuro, ma stiamo perdendo questa capacità perché siamo costantemente schiacciati sul presente.</p>
<p>E insieme al presente cresce anche la nostalgia. Viviamo immersi nella nostalgia degli anni Ottanta, di un passato che percepiamo più leggero. Non era davvero più semplice &#8211; c’erano l’AIDS, l’eroina, il terrorismo &#8211; ma forse affrontavamo il mondo con una leggerezza diversa. Oggi invece siamo nel regno dell’autenticità assoluta. Negli anni Ottanta Battiato cantava: «C’è chi si mette gli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero». Ed era bellissimo proprio quel “sintomatico”: non dovevi essere davvero misterioso, bastava sembrarlo.</p>
<p>Schiacciati sul presente, nostalgici del passato, rischiamo di perdere il futuro. Eppure le cose più importanti della vita non hanno una deadline. Le scadenze le rispettiamo sempre &#8211; non si sa bene per quale miracolo &#8211; ma le cose davvero importanti non hanno scadenza: stare con le persone che amiamo, coltivare passioni, meravigliarsi, contemplare la bellezza. Una volta parlavo con Stefano Bollani e mi disse: «Ho sempre voluto imparare a suonare il pianoforte». Gli chiesi: «Hai preso lezioni?». Mi rispose: «Mai». Perché imparare il piano non ha una scadenza. E allora lo rimandi.</p>
<p>Per chiudere, vorrei citare uno spot del Super Bowl dello scorso anno, quello di Gemini, l&#8217;intelligenza artificiale di Google. Mi affascina osservare come l&#8217;IA scelga di raccontarsi agli esseri umani esaltando proprio quelle caratteristiche profondamente umane che oggi non è in grado di replicare &#8211; e che, auspico, non riuscirà a replicare ancora per molto tempo. Ogni tanto riguardo quello spot per ricordarmi quali sono davvero le cose importanti e quanto sia facile, se non ci facciamo attenzione, mettere da parte una parte significativa della nostra umanità.</p>
<p>E qui torno a un punto che per noi di People are People è fondamentale: siamo contrari all’espressione “risorse umane”. Perché le persone non sono risorse. Ma anche “capitale umano” mi convince poco: c’è sempre l’idea che il valore umano venga misurato solo in termini di profitto.</p>
<p>Alla fine,  “people are people”: le persone sono persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h2>«Noi sapiens siamo gli unici esseri viventi capaci di immaginare il futuro, ma stiamo perdendo questa capacità perché costantemente schiacciati sul presente»</h2>
</blockquote>
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		<title>Make Love Not War: dalla filosofia hippie le parole che restituiscono senso al lavoro</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/make-love-not-war/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:54:27 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: left;"><strong>Cosa può insegnare oggi il movimento hippie a chi si occupa di leadership</strong>, organizzazioni e formazione manageriale? Molto più di quanto si potrebbe pensare. Lo ha raccontato<strong> Giampaolo Rossi</strong>, founder di <strong>Fabbrica di Lampadine</strong> durante la serata<em><strong> <a href="https://www.peoplearepeople.it/2026/05/22/make-love-not-war-levento-di-fabbrica-di-lampadine-per-hr-manager-alla-ricerca-di-futuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Make Love Not War</a></strong></em>, ospitata lo scorso 8 giugno nel teatro della società di formazione manageriale. Ad accompagnarlo nel suo viaggio nell’immaginario degli anni Sessanta e Settanta, <strong>l’attore e formatore Matteo Bonanni</strong>, cui è toccato il compito di dare voce ad alcuni testi scelti ad hoc per lo spettacolo.</p>
<p style="text-align: left;">Allietati anche da <strong>estratti cinematografici e musicali</strong>, i partecipanti allo speciale show non hanno assistito ad alcuna operazione nostalgia. L’intento del founder della società di formazione manageriale era invece di <strong>recuperare da quella straordinaria stagione</strong> di oltre cinquant’anni fa alcune parole oggi tornate urgenti: <strong>immaginazione, comunità, libertà, compassione, gratitudine, autenticità</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Assieme i due protagonisti della serata hanno quindi dato vita a una sorta di <strong>lezione performativa</strong>, in cui le parole pronunciate da <strong>poeti, letterati, cineasti e musicisti</strong> lette sul palco o citate nei film e nei brani musicali proiettati sul ledwall alle loro spalle hanno dialogato metaforicamente con <strong>il mondo del lavoro contemporaneo</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Il punto di partenza che ha spinto il “padrone di casa” a scegliere proprio quei contributi audiovisivi è stata proprio <strong>la sensazione</strong> che ci sia, al momento, ben più di un punto di contatto tra il movimento hippie e il presente, ancora una volta percorso da crisi economica, guerre, tensioni sociali e tanta incertezza. «Mi sono chiesto: possiamo prendere spunto da quella cultura per riorientarci?», ha spiegato quindi dal palco.</p>
<p style="text-align: left;">Al pubblico era stato chiesto di indossare<strong> abiti in voga mezzo secolo fa</strong> e oltre, ma il punto, ha sottolineato ancora Giampaolo Rossi, è cercare di capire tutti insieme<strong> che cosa ci siamo persi dopo i pantaloni a zampa di elefante</strong>, le coroncine e le camicie a fiori e ciò che possiamo recuperare oggi.<br />
Pensiamo innanzitutto all’immaginazione, fondamentale quando si guardava<strong> i filmini in Super 8</strong>: privi di audio com’erano, chi l’ha fatto (e in sala ce n’erano diversi che avevano questo tipo di ricordo) era costretto a completare le immagini con la propria fantasia. «Oggi invece siamo in una iper – realtà, dove tutto sembra essere disponibile», ha osservato. Detto diversamente, in un mondo in cui ogni risposta sembra già pronta, ogni contenuto già suggerito, ogni scelta già anticipata da un algoritmo, <strong>immaginare diventa un atto di libertà</strong>.</p>
<p>Di qui il collegamento con <strong>la cultura hippie</strong>, riletta non come folklore, ma come<strong> spazio di apertura</strong>. Una filosofia che, ha rimarcato ancora Rossi, non nasceva da un manifesto tradizionale o da un pensiero sistematico, ma dalla <strong>musica</strong>: «La musica diventa un po’ la colonna sonora di quella filosofia». E proprio attraverso le canzoni lo spettacolo ha mostrato come<strong> parole, ritmo e corpo</strong> possano diventare<strong> strumenti per uscire dalla rigidità quotidiana</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17809" src="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-1024x681.jpg" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-1024x681.jpg 1024w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-300x200.jpg 300w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-768x511.jpg 768w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-1536x1022.jpg 1536w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/079-2048x1363.jpg 2048w" alt="" width="564" height="375" data-cmp-info="10" /></figure>
</div>
<p>Tra i contributi scelti per la scaletta non poteva mancare<strong> la rilettura ironica della figura dell’hippie </strong>attraverso <strong>Carlo Verdone</strong>, con una sequenza dedicata al ragazzo borghese convertito alla<strong> filosofia del “love, love, love”</strong>. Da lì, Rossi ha allargato lo sguardo alle radici bohemien e beat della controcultura, introducendo la poesia Invito al viaggio di<strong> Charles Baudelaire</strong> (letta da Matteo Bonanni), come primo ponte tra <strong>desiderio di altrove, libertà e ricerca di senso</strong>.</p>
<p>Negli anni Settanta, insomma, la musica ha avuto un ruolo decisivo. <strong><em>White Rabbit</em></strong> dei <strong>Jefferson Airplane</strong> è stata infatti scelta come manifesto dell’apertura della mente e dell’uscita dalla razionalità più stretta; <strong><em>Light My Fire dei Doors</em></strong>, nella versione live, è diventata l’occasione per invitare il pubblico a ballare e sperimentare una libertà fisica, non giudicante; <em><strong>Blowin’ in the Wind </strong></em>di Bob Dylan ha portato al centro il tema della <strong>pace</strong>, con un testo che Rossi ha definito di grande attualità, soprattutto se riletto alla luce dei conflitti contemporanei. Anche <strong><em>Papa Was a Rollin’ Stone</em></strong>, brano reso celebre dai <strong>Temptations</strong>, è entrato nello spettacolo come sottofondo per ragionare sulla compassione.</p>
<p>Tornare a quegli anni molto analogici è ovviamente impossibile né richiesto: è importante però prendere maggiore <strong>consapevolezza dell’eccesso di comfort cui ci spingono i nostri device</strong> sempre più dotati di vita autonoma. Giampaolo Rossi si è infatti soffermato sugli <strong>algoritmi dell’intelligenza artificiale</strong>, che ci restituiscono soprattutto quello che vogliamo già sentirci dire. «Il pericolo è una bolla di conferme, in cui perdiamo il confronto, lo spirito critico e la disponibilità ad ascoltare chi la pensa diversamente», rimarca.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, con lo spettacolo in Fabbrica di Lampadine il founder ha insistito molto sul corpo e sulla<strong> dimensione collettiva</strong>, rinunciando per qualche minuto al giudizio degli altri. Un atteggiamento simile dovrebbe riguardare anche <strong>il lavoro e la libertà di essere meno controllati</strong>, meno performativi, meno prigionieri dell’immagine di sé. «Ci sono tre libertà nella vita che bisogna conquistarsi: una è quella di ballare senza paura del giudizio degli altri», ha detto, collegando quel gesto alla necessità di recuperare autenticità in un tempo dominato dall’iperestetica e dalla ricerca del riconoscimento.</p>
<p>Ma <strong>la filosofia hippie</strong>, nello show di Fabbrica di Lampadine, non è stata soltanto creatività. È stata anche pace, libertà e riconoscimento dell’altro. Il titolo<em> Make Love Not War </em>non è un semplice richiamo d’epoca. <strong>È una domanda rivolta alle organizzazioni</strong>: <strong>come si attraversano i conflitti senza alimentarli?</strong> Come si costruiscono relazioni più umane dentro team sotto pressione? Come si mantiene viva la libertà senza dimenticare quella degli altri?</p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17818" src="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-1024x681.jpg" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-1024x681.jpg 1024w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-300x200.jpg 300w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-768x511.jpg 768w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-1536x1022.jpg 1536w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/001-2048x1363.jpg 2048w" alt="" width="567" height="377" data-cmp-info="10" /></figure>
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<p>«La libertà funziona in tutte le direzioni: non posso chiedere di essere libero se non riconosco la libertà degli altri», ha ricordato ancora Giampaolo Rossi. È qui che<strong> il discorso sulla leadership si fa più concreto</strong>. Guidare, oggi, non significa solo decidere, organizzare, misurare. Significa creare le condizioni perché le persone possano sentirsi viste, ascoltate, coinvolte. Significa <strong>trasformare la collaborazione in un’esperienza reale, non in una slide</strong>.</p>
<p>Uno dei passaggi più intensi dello spettacolo è stato dedicato alla <strong>compassione</strong>. Il founder l’ha distinta dall’empatia, spesso evocata nel linguaggio manageriale ma non sempre facile da praticare. <strong>L’empatia</strong>, ha spiegato, richiede di sentire ciò che prova l’altro; la compassione, invece, chiede qualcosa di ancora più concreto: un movimento. «La compassione presuppone l’azione di dare sollievo a qualcun altro, ossia cercare di aiutarlo a cambiare stato», ha detto.<strong> In azienda</strong>, questo significa non limitarsi a comprendere le difficoltà degli altri, ma <strong>agire per alleggerirle</strong>.</p>
<p>A rafforzare questo passaggio è arrivata di nuovo la voce di Matteo Bonanni, che ha letto una pagina di <strong>Italo Calvino tratta </strong>da <strong><em>La giornata d’uno scrutatore</em></strong>: il brano del padre e del figlio, osservati da Amerigo, scelto come immagine concreta di un amore che non ha bisogno di essere spiegato. «L’umano arriva dove arriva l’amore, non ha confini, se non quelli che gli diamo noi», ha commentato. Subito dopo, il riferimento al <strong>musical <em>Hair</em></strong> ha riportato il discorso dentro l’immaginario hippie, ricordando l’atto di compassione al centro della storia, quando un ragazzo prende il posto di un altro destinato al Vietnam.</p>
<p>Un’altra parola chiave della serata è stata <strong>gratitudine</strong>, che è ben più del semplice grazie formale, ma è fondata sulla consapevolezza della condivisione del viaggio che stiamo compiendo tutti insieme: «I colleghi sono anche compagni di vita che vediamo molto più delle persone che scegliamo in quella che la mia generazione chiamava vita privata», ha osservato il founder di Fabbrica di Lampadine, rimarcando come<strong> il lavoro</strong> non sia soltanto un luogo di prestazioni, ma <strong>una parte enorme della nostra esistenza</strong>, bisognosa di relazioni più vere, più riconoscenti, più consapevoli.</p>
<p>Molto toccante il collegamento con <strong>la poesia<em> Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale</em> </strong>di <strong>Eugenio Montale</strong>, letta da Matteo Bonanni, versi immortali sulla <strong>perdita e la riconoscenza</strong>, due elementi legati a doppio filo alla gratitudine.</p>
<p>Non poteva mancare però <strong>un’ultima essenziale parola </strong>simbolo di quegli anni, ossia<strong> l’ottimismo</strong>, niente affatto naif, bensì generatrice di futuro. È proprio questa, forse, la differenza principale tra il presente e l’altro ieri. Giampaolo Rossi ha infatti contrapposto<strong> la fantascienza di quegli anni</strong>, che narrava di esplorazioni e di possibilità di conquista di altri mondi, alle <strong>distopie contemporanee</strong>, in cui il domani appare spesso minaccioso, opaco, già compromesso. «Noi siamo l’unica specie animale che ha questa forza di progettare il futuro», ha obiettato. E proprio per questo, secondo lui, dobbiamo tornare a usarla.</p>
<p>Per raccontare questa tensione verso il futuro, lo spettacolo ha richiamato ancora <strong><em>Hair</em></strong>, con il testo di <strong>Aquarius</strong>, letto da Bonanni mentre scorrevano le immagini alle spalle. Un inno all’armonia, alla comprensione, alla tolleranza e alla liberazione della mente. «Preferisco essere ottimista e avere torto piuttosto che pessimista e aver ragione», ha detto ancora Rossi, facendo sua una frase che sintetizza bene il senso della serata.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17819" src="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-1024x681.jpg" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-1024x681.jpg 1024w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-300x200.jpg 300w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-768x511.jpg 768w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-1536x1022.jpg 1536w, https://www.peoplearepeople.it/app/uploads/2026/06/116-2048x1363.jpg 2048w" alt="" width="644" height="428" data-cmp-info="10" /></figure>
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<p>Il futuro, però, non si costruisce da soli. <strong>L’ultimo approdo dello spettacolo</strong> è stato infatti <strong>il senso di comunità</strong>. «Siamo animali sociali», ha rimarcato il founder di Fabbrica di Lampadine, il che significa che non ci può bastare la community digitale, ma abbiamo bisogno di fisicità, presenza, voci, gesti condivisi.<br />
In questo senso, <em>Make Love Not War</em> è stato anche un esperimento coerente con la filosofia di Fabbrica di Lampadine: usare teatro, musica, racconto e partecipazione per fare formazione manageriale in modo diverso.</p>
<p>Il movimento hippie, con tutte le sue contraddizioni, diventa così<strong> un invito ad aprire la mente</strong>, uscire dalle bolle, riconoscere l’altro, costruire comunità.<br />
La chiusura ha reso esplicito questo messaggio: come ultimo rito collettivo <strong>il pubblico è stato invitato a cantare e ballare</strong> <strong><em>Figli delle stelle</em></strong> di <strong>Alan Sorrenti</strong>. Una scelta apparentemente leggera, ma in verità molto profonda. Perché <strong>senza storia, senza età, e senza essere “eroi di un sogno”</strong>, guardandoci negli occhi per cercare di trovare un ritmo comune mentre la musica va, <strong>non si costruisce né si innova niente</strong>. Né oggi, né tanto meno domani.</p>
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		<title>Curiosità punta e clicca: il caso rusty lake</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="910" height="490" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty.png" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty.png 910w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-300x162.png 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-768x414.png 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-500x269.png 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-800x431.png 800w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" />Il mondo videoludico è molto più vario di quanto si immagini e propone esperienze capaci di stimolare il pensiero e sviluppare competenze fondamentali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="910" height="490" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty.png" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty.png 910w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-300x162.png 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-768x414.png 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-500x269.png 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rusty-800x431.png 800w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /><p><strong>Di Lisa Coronini, Project Leader di Fabbrica di Lampadine. Pubblicato su <a href="https://www.peoplearepeople.it/2026/04/07/curiosita-punta-e-clicca-il-caso-rusty-lake/">People are People</a> </strong></p>
<p>Nel 2025,<strong> il mercato globale dei videogiochi</strong> ha raggiunto i 197 miliardi di dollari:<strong> più di musica e cinema messi insieme</strong>. Nonostante questi numeri da capogiro, il gaming fatica ancora a scrollarsi di dosso il pregiudizio di essere poco educativo.<br />
Se alla parola “videogiochi” vi è scattato in testa <em><strong>Fortnite</strong></em>, è esattamente di questo <strong>pregiudizio</strong> che sto parlando.</p>
<p>In realtà, <strong>il mondo videoludico è molto più vario di quanto si immagini </strong>e propone esperienze capaci di stimolare il pensiero e sviluppare competenze fondamentali in modo coinvolgente.<br />
Un ottimo punto di partenza per scoprirlo è <em><strong>Rusty Lake</strong></em>, uno studio indipendente che ha creato una serie di videogiochi misteriosi e originali.</p>
<p>E così eccoci qua: <strong>benvenuti nella seconda puntata di Level Up!</strong></p>
<p><strong>Oggi cambiamo completamente genere</strong>: se con Sky Team abbiamo esplorato fiducia e collaborazione in un gioco da tavolo per due giocatori, ora ci immergiamo in una serie di videogiochi davvero interessante.</p>
<p><em><strong>Rusty Lake</strong></em> è sia il nome dello <strong>studio indie olandese</strong> che ha creato sia i giochi, sia<strong> il mondo surreale e inquietante</strong> dove sono ambientate tutte le avventure. La serie è composta da<strong> giochi “punta e clicca” </strong>giocabili su qualsiasi computer o smartphone (quindi «non ho un PC performante» o «non ho una console» non sono alibi validi😏). Può essere giocato <strong>da soli o in gruppo</strong>, e <strong>l’obiettivo </strong>è semplice… o almeno, all’apparenza semplice: <strong>risolvere enigmi cliccando e osservando </strong>attentamente ogni dettaglio per portare a termine la storia.</p>
<p>La prima cosa che colpisce è <strong>il design</strong>: <strong>minimalista ma iconico</strong>, con uno stile che unisce fantastico e onirico. Ogni scena sembra un quadro surrealista, e ogni oggetto può avere un ruolo cruciale. <strong>Entrare in </strong><a href="https://www.rustylake.com/"><strong><em>Rusty Lake</em></strong></a><strong> </strong>significa immergersi in un universo misterioso dove nulla è come sembra… e tutto è collegato.</p>
<p><strong>E le competenze? Il filo conduttore è la curiosità</strong> e <em><strong>Rusty Lake </strong></em>la allena in modo naturale, attraverso uno <strong>storytelling onirico </strong>che ti aggancia dal primo istante. Non si gioca per passare il tempo: <strong>si gioca per scoprire cosa succede dopo</strong>, per capire cosa si nasconde dietro ogni scena, per portare a termine una storia che diventa sempre più avvincente. È quella spinta a voler sapere che ti fa andare avanti anche quando la soluzione non è evidente.</p>
<p>Ed è proprio qui che entra in gioco <strong>il pensiero divergente</strong>, <strong>cuore del problem solving creativo</strong>. In <em><strong>Rusty Lake</strong></em> non ci sono regole rigide né riferimenti certi: un maggiordomo dal fare enigmatico, un alambicco, un ricordo sepolto. Oggetti e personaggi apparentemente privi di senso che, a un certo punto, diventano la chiave per andare avanti.</p>
<p><strong>In un mondo onirico</strong>, a metà tra un dipinto di Magritte e un romanzo di Murakami, sei costretto a guardare tutto con occhi diversi e a <strong>trovare connessioni</strong> dove non avresti mai pensato di cercarle, allenando la capacità di non arrendersi al primo ostacolo e di tornare sul problema con occhi nuovi. <em><strong>Rusty Lake</strong></em> ti insegna che, anche quando tutto sembra irrisolvibile,<strong> spesso basta osservare meglio il contesto</strong> per comprendere meglio il problema. Che è, in fondo, <strong>l’essenza del </strong><em><strong>problem solving</strong></em>.</p>
<p><strong>Ogni gioco della serie </strong>è perfettamente collegato agli altri, e i personaggi ricorrono nei vari titoli, creando <strong>un filo narrativo continuo</strong>. Online si trova facilmente l’ordine cronologico dei giochi, ma <strong>io vi consiglio di iniziare da due titoli perfetti </strong>come punto di partenza: <em>Cube Escape: The Lak</em>e o <em>Rusty Lake: Hotel</em>. E <strong>una volta iniziato</strong>… beh, preparatevi:<strong> vi ritroverete a fare <em>binge-playing </em></strong>per scoprire come continua la storia!</p>
<p>Arrivederci al prossimo <em>LEVEL UP</em>!</p>
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		<title>Dicono di noi: Lampadine day 2026 – La meraviglia di formarsi con profondità e leggerezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 16:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="681" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-300x200.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-768x511.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-500x333.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-800x532.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Ben più di un evento formativo per HR e L&#038;D manager, ma una vera e propria occasione di crescita umana, profonda e leggera. E’ questo il Lampadine Day</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="681" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-300x200.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-768x511.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-500x333.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-800x532.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><strong>Pubblicato su <a href="https://www.peoplearepeople.it/2026/03/27/lampadine-day-2026-la-meraviglia-di-formarsi-con-profondita-e-leggerezza/">People Are People</a> il 27.03.2026</strong></p>
<p>Ben più di un evento formativo per <strong>HR e L&amp;D manager</strong>, ma una vera e propria <strong>occasione di crescita umana, profonda e leggera</strong>. E’ questo <strong>il Lampadine Day</strong>,<strong> l’Open Day </strong>di<strong> </strong><a href="https://www.fabbricadilampadine.it/"><strong>Fabbrica di Lampadine</strong></a> tornato per la quarta edizione <strong>lo scorso 24 marzo</strong>. A prenderne parte, oltre 150 professionisti provenienti da realtà diverse, che hanno potuto conoscere da vicino<strong> la community di via Pescantina 8 a Milano</strong>, un luogo e un gruppo in cui <strong>la formazione diventa un’esperienza</strong> da vivere con intensità e divertimento.</p>
<p>Divisa in una mattinata in teatro e in un pomeriggio di workshop, la giornata è stata aperta dal <strong>founder di Fabbrica di Lampadine, Giampaolo Rossi</strong>, che ha presentato alla platea i vari speaker, facendosi accompagnare da <strong>un inedito jingle ispirato al pop coreano</strong>, scoperto con <strong>le colleghe project leader </strong>durante un recente team building nel Paese asiatico. Protagonisti degli speech <strong>i trainer della community 368 Watt</strong>, la rete di formatori che in aula porta <strong>linguaggi, stili e visioni</strong> differenti sempre con un approccio esperienziale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13008" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg" alt="" width="1024" height="681" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2-300x200.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2-768x511.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2-500x333.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/2-800x532.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tra i progetti da loro illustrati, ne è emerso uno<strong> inedito </strong>dedicato al <strong>mondo retail</strong>, che riparte da un elemento spesso dato per scontato: <strong>la relazione di vendita</strong>. Presentato da <strong>Luca Pollastrini e Matteo Bonanni</strong>, l’obiettivo che si prefigge è di trovare un equilibrio tra identità del brand e unicità del cliente, superando logiche standardizzate per costruire relazioni più autentiche e personalizzate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13010" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg" alt="" width="1024" height="680" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3-300x199.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3-768x510.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3-500x332.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/3-800x531.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Poco prima erano saliti sul palcoscenico <strong>gli autori del libro</strong><em><strong> </strong></em><a href="https://www.amazon.it/Non-mangiato-minestra-fallimenti-professionali/dp/B0GQ68S71X"><strong><em>Non ho mangiato la minestra – storie di fallimenti professionali (con lieto fine!)</em></strong></a>, primo volume della <strong>collana</strong><em><strong> Out of Office </strong></em>di <a href="https://www.oltrelamedia.tv/"><strong>Oltre La Media Group</strong></a>. Scritto a più mani da<strong> Dalmazio Manti, Maurizio Mantovani, Fabiola Nelli e Graziella Saccinto</strong>, il testo ha dato origine a una conversazione toccante e insieme carica di speranza con il giornalista <strong>Leo Mansueto</strong>.</p>
<p>La mattinata in teatro è proseguita con uno speech a cura di <strong>ricercatori dell’Università di Torino</strong>, dedicato ad approfondire<strong> il tema della leadership</strong>, da costruire imparando a gestire sei emozioni complesse.</p>
<p>Ampio spazio è stato poi dedicato anche al <strong>tema del talento e della vocazione</strong>, con la presentazione del <em><strong>percorso talenti</strong></em> di <strong>Fabbrica di Lampadine</strong>, immaginato a partire dal<strong> simbolo dell’infinito</strong>: due linee parallele, quella dei capi e quella dei talenti, che si incontrano in momenti chiave di confronto e crescita condivisa.</p>
<p>La mattinata si è conclusa con un <strong>format teatrale dedicato alla comunicazione efficace e agli stili negoziali</strong>: in scena di nuovo Matteo Bonanni con<strong> Adriana Bagnoli</strong>, protagonisti di un atto unico che prendeva forma anche grazie alle scelte del pubblico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13011" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4.jpg" alt="" width="1067" height="709" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4.jpg 1067w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4-300x199.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4-1024x680.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4-768x510.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4-500x332.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/4-800x532.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1067px) 100vw, 1067px" /></p>
<p>Dopo un pranzo di networking molto animato, gli ospiti del <em>Lampadine Day</em> si sono poi suddivisi negli <strong>otto workshop pomeridiani</strong>, in cui hanno potuto toccare con mano <strong>la forza trasformativa </strong>della formazione offerta dalla community di trainer. Prima di andare via, hanno lasciato <strong>traccia scritta</strong> delle impressioni a caldo ricevute dalla giornata, da riportare come <strong>preziosi souvenir </strong>ai colleghi rimasti in ufficio.</p>
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		<title>Navigare con stile da middle manager</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/navigare-con-stile-da-middle-manager/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="405" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott-300x119.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott-768x304.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott-500x198.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/04/rott-800x316.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Negli ultimi anni il lavoro ha cambiato forma, linguaggio, velocità, traguardi, direzioni: le rotte non sono più lineari, gli approdi si spostano e la navigazione richiede aggiustamenti</p>
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<p>Negli ultimi anni <strong>il lavoro ha cambiato forma, linguaggio, velocità, traguardi, direzioni</strong>: le rotte non sono più lineari, gli approdi si spostano e la navigazione richiede continui aggiustamenti.<br />
In questo viaggio in costante mutamento, se <strong>il</strong> <strong>top management </strong>traccia la rotta e <strong>i team</strong> danno forza ai remi, i ruoli intermedi sono quelli che tengono la barca in assetto. E in un mare sempre più agitato, non è affatto poco.</p>
<p>Figura centrale nell’organizzazione e sempre connessa, al <strong>middle manager</strong>, oggi, oltre a “far avanzare la nave”, viene chiesto di <strong>spiegare le scelte di rotta</strong>, difenderle dalle maree contrarie, adattarle al meteo e – possibilmente – trasmettere fiducia durante la traversata.<br />
<strong>Ha più strumenti da governare</strong>, più variabili da interpretare, più responsabilità a bordo, più peso specifico nello scafo.</p>
<p>Il middle manager è colui che riceve <strong>la mail “priorità assoluta” </strong>e che deve capire quale delle altre dieci priorità sacrificare, senza che nessuno se ne accorga troppo.<br />
E se da un lato alcuni di questi ruoli sono chiamati a esercitare una leadership sempre più orientata alla motivazione e alla tenuta dei team, dall’altro <strong>sta crescendo il numero di middle manager che non coordinano direttamente risorse</strong>, ma che devono coordinarsi costantemente con altri ruoli di pari livello.</p>
<p>Qui<strong> la leadership </strong>non passa dalla gerarchia, ma dall’influenza:<strong> convincere senza imporre</strong>, allineare senza comandare, decidere insieme senza perdere tempo.<br />
Il middle manager di oggi è quindi <strong>sempre più snodo di navigazione</strong>, di informazioni, decisioni, relazioni e tensioni.</p>
<p>È<strong> chiamato a garantire continuità</strong> mentre il mare cambia, a dare stabilità senza irrigidire la manovra, a far avanzare il business prendendosi cura, allo stesso tempo, delle persone a bordo.<br />
<strong>Per tutto questo è necessario riscrivere il manuale di istruzioni.</strong></p>
<p>Guardando al futuro, questo ruolo è destinato a evolversi ulteriormente. <strong>Le competenze richieste </strong>non saranno solo tecniche o specialistiche, ma<strong> sempre di più trasversali </strong>come aumentare la capacità di lettura del contesto per prendere decisioni rapide in condizioni di incertezza e saper gestire il cambiamento continuo, non come evento straordinario ma come normale stato delle cose.</p>
<p>Cresce sempre di più la necessità di <strong>saper comunicare bene</strong>, soprattutto nei momenti complessi e saper spiegare il “perché” e non solo il “cosa”.<br />
A queste, si affiancheranno <strong>competenze relazionali</strong> sempre più specifiche e attuali: sviluppare l’intelligenza emotiva, imparare a porsi nel conflitto in modo costruttivo, a costruire fiducia, a sviluppare autonomia e responsabilità.</p>
<p>Per chi lavora soprattutto in logiche trasversali, diventerà <strong>essenziale la capacità di collaborare, negoziare priorità e costruire alleanze </strong>interne oltre a sviluppare resilienza personale e un certo “sense of humor”, utile quando l’organigramma dice una cosa e la realtà ne fa un’altra.</p>
<p><strong>Formare i middle manager su queste competenze</strong>, insegnando contenuti moderni e attuali, è una necessità <strong>fondamentale</strong>. Perché è proprio a questo livello che le strategie diventano azioni e che le trasformazioni prendono forma.<br />
Possiamo continuare a chiedergli di fare miracoli oppure iniziare a <strong>formarli sul serio</strong>.</p>
<p><strong>Spoiler: la seconda funziona meglio.</strong></p>
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		<title>Film Festival per gli ottant&#8217;anni di Confcommercio</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/film-festival-per-gli-ottantanni-di-confcommercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 09:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1935" height="1399" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1.jpg 1935w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-300x217.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-768x555.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-1024x740.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-1536x1111.jpg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-500x361.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-800x578.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-1280x925.jpg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino-1-1920x1388.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1935px) 100vw, 1935px" />Il Corriere Torino ha raccontato un progetto di team building che ci ha appassionato e che rappresenta perfettamente il nostro modo di fare formazione: la realizzazione di 34 cortometraggi, girati in tutta Italia, per celebrare gli 80 anni di Confcommercio. Un’esperienza costruita su tre pilastri fondamentali: creatività, collaborazione e interiorizzazione dei valori aziendali. Attraverso la [&#8230;]</p>
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<p>Un’esperienza costruita su tre pilastri fondamentali: creatività, collaborazione e interiorizzazione dei valori aziendali.<br />
Attraverso la realizzazione di un film, i partecipanti hanno vissuto in prima persona le dinamiche di una vera troupe cinematografica: obiettivi chiari, tempi serrati, ruoli diversi e la capacità di ascoltarsi, adattarsi e costruire insieme.</p>
<p>L&#8217;articolo completo, con l’intervista a Giampaolo Rossi è su Corriere della Sera Torino del 16 ottobre 2025.</p>
<p><a href="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/161025-ACA-oscar-Confcommercio-Corriere-Sera-Torino.pdf">Clicca qui per visualizzare il pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Superpoteri per il mondo delle assicurazioni</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/superpoteri-per-il-mondo-delle-assicurazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 09:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1416" height="935" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf.jpg 1416w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-300x198.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-768x507.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-1024x676.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-500x330.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-800x528.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-1280x845.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1416px) 100vw, 1416px" />Dalle metafore pop ai nuovi modelli di leadership: come affrontare l’incertezza, valorizzare il talento e riscoprire il potere delle relazioni nel mondo assicurativo che cambia. Pubblicato su Insurezine Plus – Marketing e Comunicazione nelle assicurazioni Luglio 2025. Clicca qui per visualizzare il pdf</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1416" height="935" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf.jpg 1416w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-300x198.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-768x507.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-1024x676.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-500x330.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-800x528.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/rossi-pdf-1280x845.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1416px) 100vw, 1416px" /><p>Dalle metafore pop ai nuovi modelli di leadership: come affrontare l’incertezza, valorizzare il talento e riscoprire il potere delle relazioni nel mondo assicurativo che cambia.</p>
<p>Pubblicato su Insurezine Plus – Marketing e Comunicazione nelle assicurazioni Luglio 2025.</p>
<p><a href="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2026/03/1-ROSSI.pdf">Clicca qui per visualizzare il pdf</a></p>
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		<title>Cosa nasce da un Game over</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/cosa-nasce-da-un-game-over/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 09:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld.jpeg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld.jpeg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-300x225.jpeg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-768x576.jpeg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1024x768.jpeg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-500x375.jpeg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-800x600.jpeg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1280x960.jpeg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1920x1440.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" />Il “game over” è opportunità: gioco, role play e realtà virtuale insegnano soft skill, empatia e decisioni sotto pressione in modo leggero e coinvolgente.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2048" height="1536" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld.jpeg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld.jpeg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-300x225.jpeg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-768x576.jpeg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1024x768.jpeg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-500x375.jpeg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-800x600.jpeg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1280x960.jpeg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/05/sito-fld-1920x1440.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><p><strong>Di <a href="https://www.linkedin.com/in/lisa-coronini-55a535272/">Lisa Coronini</a></strong><strong>, Project Leader di Fabbrica di Lampadine</strong></p>
<p><strong>Pubblicato su InsurZine Plus &#8211; Formazione e Competenze nelle assicurazioni </strong></p>
<p>Lo schermo si oscura e due parole lampeggiano al centro: GAME OVER. Un suono secco segna la fine della partita, mentre la musica di sottofondo si interrompe bruscamente, lasciando un vuoto carico di tensione. Un misto di frustrazione e delusione ti stringe lo stomaco. Hai perso. Fine della corsa.<br />
Chi non ha mai provato questa sensazione?</p>
<p>Alle macchinette in una sala giochi, accompagnato dall’eco dei gettoni che scivolano nelle fessure di metallo. Davanti a un videogioco al computer, con il controller tra le mani ancora contratte sui pulsanti. O persino durante una partita di burraco in famiglia, quando una mossa azzardata manda in fumo la strategia perfetta. Eppure, oltre quella frustrazione, potrebbe esserci qualcosa di più.<br />
Dietro quel game over si nasconde un invito a ricominciare, ripartire da zero, consapevoli degli errori fatti e con una nuova strategia in mente. Perché il gioco non è solo competizione: è crescita, sperimentazione, apprendimento continuo. Questa dinamica diventa ancora più potente nella formazione aziendale, dove il gioco azzera le gerarchie e crea un terreno neutrale.<br />
Nel contesto ludico ognuno è libero di osare, esplorare, sbagliare. E riprovare. L’apprendimento diventa quindi un’esperienza coinvolgente e trasformativa, capace di azzerare i livelli aziendali e sviluppare competenze in modo leggero e divertente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il gioco nella formazione manageriale</h2>
<p>Il gioco è un&#8217;attività strutturata con regole precise e obiettivi chiari da raggiungere. Quando viene applicato all’apprendimento, diventa un efficace strumento formativo che permette ai partecipanti di acquisire nuove competenze in un ambiente sicuro, dove l’errore non è un ostacolo, ma una parte naturale del processo di crescita.<br />
Il gioco funziona così bene nella formazione manageriale perché le soft skills, a differenza delle competenze tecnico professionali, sono spesso difficili da insegnare e misurare in quanto non sono tangibili. Inserendole in una dinamica ludica, diventa possibile valutarle in modo più strutturato attraverso la definizione di regole e il raggiungimento di obiettivi concreti.<br />
Il gioco porta inoltre numerosi vantaggi che possono trasformare radicalmente l’apprendimento, rendendolo più dinamico e coinvolgente.<br />
Innanzitutto, il gioco permette la sospensione del giudizio, creando un ambiente in cui i partecipanti si sentono liberi di sperimentare senza paura di fallire. Questo favorisce un maggiore coinvolgimento, poiché i discenti sono più motivati a partecipare attivamente e ad esplorare nuove soluzioni.<br />
L’aspetto competitivo, che contraddistingue le attività ludiche, stimola i partecipanti ad impegnarsi di più per raggiungere obiettivi specifici, mantenendo quindi alta la motivazione e l’ingaggio durante il corso della formazione. Il gioco favorisce inoltre un apprendimento duraturo, poiché la ripetizione e l’interazione con i concetti li rendono più facili da ricordare.<br />
Infine, il gioco crea esperienze condivise che promuovono relazioni autentiche tra i partecipanti, rafforzando il lavoro di squadra e costruendo una cultura collaborativa che si riflette anche nel contesto lavorativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Gioco di ruolo: lo sviluppo delle competenze relazionali</h2>
<p>Il gioco di ruolo aggiunge una dimensione emotiva, relazionale e sociale all&#8217;apprendimento. Nei role-playing, i partecipanti assumono identità diverse, simulando situazioni aziendali complesse come negoziazioni, conflitti interpersonali o decisioni etiche.<br />
Immagina un addetto alle vendite che interpreta il ruolo di un cliente difficile. Improvvisamente, deve abbandonare la prospettiva abituale e comprendere le esigenze dell’interlocutore. Questo esercizio permette non solo di sviluppare l’empatia, ma rafforza anche le capacità comunicative e di negoziazione per migliorare l’approccio al cliente.<br />
L’interpretazione di un ruolo non solo permette di interiorizzare le caratteristiche dell’altro da un punto di vista diverso e di comprendere con profondità ciò che quel ruolo richiede, ma stimola anche la capacità di riconoscere i bias cognitivi, decostruire i pregiudizi e affinare il pensiero critico, competenze fondamentali per sviluppare un mindset inclusivo e aperto alla diversità.<br />
Il ribaltamento dei ruoli non solo aumenta la comprensione reciproca e favorisce un clima di collaborazione, ma permette di sperimentare l’efficacia di vari comportamenti per una data situazione, riflettendo sulle conseguenze delle proprie azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Realtà virtuale: l’apprendimento immersivo</h2>
<p>E se il gioco non fosse limitato da uno schermo o da un tavolo? La realtà virtuale porta l’apprendimento esperienziale a un livello completamente nuovo, creando ambienti immersivi in cui è possibile vivere scenari complessi e realistici.<br />
Grazie alla realtà virtuale, la formazione diventa interattiva e coinvolgente, attivando anche la memoria spaziale per migliorare la ritenzione delle informazioni. Un esempio concreto è la formazione tecnica dei chirurghi o dei piloti: attraverso simulazioni estremamente realistiche possono affrontare scenari senza alcun rischio, acquisendo sicurezza e precisione.<br />
Anche nella formazione manageriale è possibile integrare efficacemente la realtà virtuale. Simulazioni immersive permettono di esercitare competenze fondamentali come la comunicazione efficace, la gestione dei conflitti e il decision making in un contesto protetto, ma incredibilmente realistico.<br />
In Fabbrica di Lampadine abbiamo sviluppato un format innovativo, utilizzando la realtà virtuale, che aiuta i partecipanti a bilanciare emozioni e pensiero critico in uno scenario altamente immersivo.<br />
Grazie a un cortometraggio interattivo girato in soggettiva con un sistema di sliding doors, i partecipanti diventano i veri protagonisti dell’esperienza.<br />
Nel corso dell’attività, sono chiamati a prendere decisioni collettive che influenzano l’evoluzione della trama. Ogni scelta, legata a dilemmi morali ed etici, è progettata per far sperimentare l&#8217;high-pressure decision-making e stimolare una riflessione profonda sui valori che guidano le proprie azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il divertimento nella formazione manageriale</h2>
<p>Integrare il gioco, il gioco di ruolo e la realtà virtuale nella formazione manageriale non significa solo utilizzare nuove tecnologie o metodologie, ma adottare il divertimento come strumento di apprendimento.<br />
Creare esperienze immersive e interattive consente ai partecipanti di esplorare scenari complessi, prendere decisioni in tempo reale e affrontare sfide senza il timore del fallimento. È uno spazio in cui le gerarchie si annullano, i ruoli si mescolano e si genera collaborazione all’interno del team.</p>
<p>E quando compare la scritta Game over, non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo livello. Perché la vera crescita nasce dalla possibilità di sperimentare, sbagliare e riprovare. Perché nel gioco, come nella formazione e nella vita, ogni errore è solo un’opportunità per migliorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong data-start="1565" data-end="1642">Vuoi scoprire come integrare il gioco nella formazione della tua azienda?</strong><br data-start="1642" data-end="1645" /><a href="https://www.fabbricadilampadine.it/contatti/">Contattaci</a> per conoscere i nostri format esperienziali e trasformare ogni “game over” in un’occasione di crescita.</h4>
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		<title>Le aziende vincenti credono nei talenti di ogni età e li aiutano a fiorire</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/le-aziende-vincenti-credono-nei-talenti-di-ogni-eta-e-li-aiutano-a-fiorire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 09:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd-300x225.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd-768x576.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd-500x375.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/dd-800x600.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Le aziende vincenti valorizzano talenti a tutte le età → ambienti inclusivi + Talent Program di Fabbrica di Lampadine (soft skill, leadership, team building divertente).</p>
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<p><strong>Pubblicato il 31.03.2025 su </strong><a href="https://www.peoplearepeople.it/2025/03/31/le-aziende-vincenti-credono-nei-talenti-di-ogni-eta-e-li-aiutano-a-fiorire/"><strong>People are People</strong></a></p>
<p><strong>Il talento?</strong> A me piace definirlo come è <strong>«una possibilità di espressione da rendere possibile»</strong>. Mi piace così tanto immaginarlo in questo modo, al punto che vorrei tanto che nelle aziende, piuttosto che ricorrere all’espressione «gestione dei talenti», si puntasse invece sul «sostenere lo sviluppo delle persone».</p>
<p>A mio avviso, <strong>la responsabilità primaria di chi si occupa delle persone in azienda </strong>deve infatti andare sempre di più sul concetto di sostegno e di dedizione, ossia dovrebbe puntare su sviluppo e crescita e sulla creazione di un ambiente aperto al dialogo in cui tutti si sentano apprezzati e coinvolti.</p>
<p>Tutto questo dovrebbe accadere ancora di più nelle organizzazioni in cui vi siano persone che hanno, oltre a doti ed abilità naturali, <strong>una forte spinta all’apprendimento e al volersi mettere in gioco</strong> per crescere e vivere con soddisfazione all’interno del gruppo di cui fanno parte. Per me sono proprio queste le persone di talento. E che cosa chiedono queste persone alle organizzazioni?</p>
<p>Chiedono innanzitutto di essere messe nella condizione di<strong> apprendere il più possibile</strong>, di poter mettere in campo le loro competenze, di avere l’opportunità di esprimersi con le loro<strong> idee e innovazioni </strong>e di sentirsi parte di un ambiente che riconosce <strong>le potenzialità e le unicità di ciascuno</strong>, in quanto davvero aperto al dialogo e coerente con i valori dichiarati.</p>
<p>Interagire con i talenti sopra descritti comporta una bella responsabilità per <strong>le aziende</strong>, che vengono messe di fronte a <strong>due sfide principali</strong>: la prima è offrire loro un percorso di sviluppo delle competenze interessante e la seconda è come trattenerli in maniera duratura.</p>
<p>Quindi cosa fare per superare queste sfide? Sicuramente orientarsi verso la creazione di<strong> ambienti di lavoro inclusivi e rispettosi delle capacità e competenze di ognuno</strong>, in cui le persone possano prosperare e contribuire attivamente al successo collettivo.</p>
<p>Inoltre, occorre<strong> incoraggiare la creatività</strong> e dare spazio e voce alle persone.<br />
Creare un ambiente in cui ognuno si senta valorizzato, infatti, non solo rafforza le relazioni interne, ma stimola anche il pensiero critico e la collaborazione, ingredienti essenziali per il successo a lungo termine.</p>
<p>Anche<strong> il benessere organizzativo</strong> gioca un ruolo fondamentale in questo processo. Che cosa s’intende con questa parola? Non solo la tutela della salute fisica dei propri collaboratori, ma anche un impegno concreto dell’azienda a costruire una<strong> rete di relazioni efficace e supportiva</strong>.</p>
<p>Offrire spazi di espressione e creatività, riconoscere il valore unico di ogni individuo, trasformare l’ambiente lavorativo in un incubatore di innovazione e successo deve essere in sintesi un impegno autentico per le organizzazioni che vogliano davvero cooperare alla costruzione di un futuro prospero e sostenibile.</p>
<p>Ed è importante<strong> sfatare anche alcuni luoghi comuni </strong>che associano il talento all’età anagrafica.<br />
Spesso si tende a pensare che i giovani siano i soli portatori di innovazione e creatività. In realtà,<strong> i talenti possono trovarsi in ogni fascia d’età</strong> e portare un valore inestimabile grazie all’esperienza e alla diversità di pensiero.</p>
<p>La vera sfida per le aziende è riconoscere e valorizzare questi aspetti, creando un ambiente inclusivo che favorisca la crescita di tutti. E questo è senza dubbio un win-win perché da un lato le persone si sentono valorizzate e importanti all’interno dell’organizzazione e dall’altro l’azienda può contare su <strong>persone motivate e propositive</strong>.</p>
<p>Inoltre, ad un percorso rivolto alle persone di talento deve coincidere la creazione di un percorso di leadership dei loro capi. Quando un’organizzazione investe nel miglioramento delle capacità di leadership dei propri manager, si crea infatti un ambiente in cui i talenti possono prosperare.</p>
<p>Ma quali caratteristiche deve avere un leader?</p>
<p>In primo luogo, oggi chi voglia ricoprire il ruolo di leader deve essere pronto a fungere da<strong> mentore e facilitatore</strong>. Manager formati e consapevoli sono infatti in grado di riconoscere le potenzialità dei collaboratori e di offrire loro <strong>opportunità di crescita personalizzate</strong>, trasformando il processo di sviluppo in un viaggio condiviso.</p>
<p>Un esempio di come è possibile sostenere queste sfide, è <strong>il progetto “Talent Program” </strong>di <a href="https://www.fabbricadilampadine.it/"><strong>Fabbrica di Lampadine</strong></a>. Si tratta di un percorso di sviluppo che sostiene le persone nell’acquisizione di competenze manageriali, caratterizzato da una modalità leggera, coinvolgente e dinamica e da un approccio divertente per approfondire contenuti attuali. <strong>Come è strutturato? </strong>Da un lato si lavora sulle persone per potenziarne<strong> le abilità naturali</strong> e dall’altro le si sosterrà nella crescita individuale, puntando sulle specifiche<strong> aree di miglioramento</strong>. In quale modo?</p>
<p>Punto di partenza del “Talent program” è proprio l’identificazione dei <strong>“cinque talenti predominanti”</strong>, ossia le attitudini naturali delle persone. Si tratta di un passaggio fondamentale per scoprire/avere conferma delle proprie abilità e, di conseguenza, anche degli aspetti da migliorare. L’obiettivo è quindi andare a lavorare sia sul potenziamento delle abilità sia sulle aree “deboli”, per poter orientare in modo efficace il percorso di sviluppo individuale.</p>
<p>Il secondo step del programma di<em> Fabbrica di Lampadine </em>si focalizza sull’<strong>empowerment</strong>, per lavorare sull’individuazione di obiettivi personali chiari e misurabili relativamente al proprio sviluppo, costruendo un piano d’azione che guiderà l’apprendimento sui temi manageriali che si affronteranno.</p>
<p>“Talent program” prosegue poi con incontri periodici di <strong>sviluppo delle soft skill</strong>, che vanno dalla comunicazione alla negoziazione, dalla leadership al cambiamento, dal feedback all’IA, con una metodologia che incoraggia<strong> l’interazione e la partecipazione attiva</strong>, aspetti che non solo rafforzano le relazioni tra i membri del team, ma favoriscono anche un clima di fiducia e di collaborazione.</p>
<p>Un altro workshop di Fabbrica di Lampadine</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12404 alignnone" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee-300x225.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee-768x576.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee-500x375.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/04/ee-800x600.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel corso del programma sono previsti interventi di <strong>ospiti che portano in aula esperienze straordinarie </strong>vissute in vari ambiti, artistici, sportivi e aziendali. Si tratta di incontri che offrono una varietà di stimoli importanti per favorire un apprendimento esperienziale significativo e ricco di spunti di riflessione che va oltre i temi prettamente manageriali, per aprire invece la mente ed essere <strong>maggiormente ricettivi </strong>a quanto accade anche fuori dal contesto lavorativo.</p>
<p>Parallelamente, si lavora con i responsabili per approfondire<strong> aspetti della leadership </strong>che, come chiesto dal contesto estremamente mutevole, incerto e complesso, deve essere riletta nei contenuti e nei comportamenti per essere attuale e quindi efficace.</p>
<p>Il percorso prevede inoltre<strong> incontri di team building </strong>in cui si lavora insieme su un progetto, da svolgere dunque in un ambiente protetto, in modo tale da simulare situazioni lavorative plausibili nel proprio quotidiano: lo scopo di un’attività del genere è favorire <strong>l’acquisizione di strumenti e metodi efficaci</strong> per il raggiungimento di un obiettivo comune. Anche in questo caso, l’approccio scelto da <em>Fabbrica di Lampadine</em> è <strong>leggero e divertente</strong>, il che rende <strong>l’apprendimento un’esperienza coinvolgente e stimolante</strong>, anche quando si affrontano temi spesso molto complessi.</p>
<p>Il “Talent program” si sta rivelando molto apprezzato ed efficace anche per la sua capacità di far emergere <strong>non solo i talenti professionali, ma anche quelli personali</strong>, spesso nascosti o sottovalutati.</p>
<p>Dare alle persone l’opportunità di coltivare i propri talenti in modo completo significa anche investire nel loro benessere e nella loro realizzazione, con<strong> effetti positivi </strong>che si riflettono su tutta l’organizzazione.</p>
<p>Puntando sul “Talent Program”, le aziende riescono insomma a creare ambienti di lavoro che promuovono <strong>la fiducia, la collaborazione e l’innovazione</strong>, elementi essenziali per vincere la sfida con il tempo.</p>
<p>A questo tipo di percorso, che si arricchisce e cresce ad ogni passo, ho il piacere di dare il mio contributo già da qualche anno. Sono infatti diverse le aziende con le quali ho co-progettato percorsi formativi di differente durata e contenuto, agevolandole nel fare emergere non solo i talenti, ma anche <strong>la passione e la motivazione</strong> di chi ha la possibilità di esprimersi e svilupparsi in un contesto stimolante… Ad Maiora!</p>
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		<title>Partecipa al Lampadine Day: l’evento innovativo per la formazione manageriale</title>
		<link>https://www.fabbricadilampadine.it/partecipa-al-lampadine-day-levento-innovativo-per-la-formazione-manageriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 14:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1.jpg 2560w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-300x169.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-768x432.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-500x281.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-800x450.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1280x720.jpg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" />Il Lampadine Day, giunto alla sua terza edizione, rappresenta un&#8217;opportunità unica per sperimentare direttamente il metodo formativo rivoluzionario proposto da Fabbrica di Lampadine. Questo evento dinamico ed immersivo è progettato per offrire ai partecipanti un&#8217;intensa giornata di apprendimento attraverso speech interattivi e workshop pratici, enfatizzando l&#8217;importanza della formazione manageriale nel contesto professionale contemporaneo. Un&#8217;iniziativa esclusiva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="2560" height="1440" src="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1.jpg" class="attachment- size- wp-post-image" alt="" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1.jpg 2560w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-300x169.jpg 300w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-768x432.jpg 768w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-500x281.jpg 500w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-800x450.jpg 800w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1280x720.jpg 1280w, https://www.fabbricadilampadine.it/wp-content/uploads/2025/03/LampadineDay2025_Banner1980x1080-1-scaled-1-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><p>Il <strong>Lampadine Day, </strong>giunto alla sua terza edizione<strong>,</strong> rappresenta un&#8217;opportunità unica per sperimentare direttamente il metodo formativo rivoluzionario proposto da <strong>Fabbrica di Lampadine</strong>. Questo evento dinamico ed immersivo è progettato per offrire ai partecipanti un&#8217;intensa giornata di apprendimento attraverso speech interattivi e workshop pratici, enfatizzando l&#8217;importanza della formazione manageriale nel contesto professionale contemporaneo.</p>
<p><strong>Un&#8217;iniziativa esclusiva di Fabbrica di Lampadine</strong></p>
<p>Il <strong>31 marzo</strong>, dalle <strong>9.30 alle 16.30</strong>, Fabbrica di Lampadine si trasforma in un hub di apprendimento e innovazione. La mattina sarà caratterizzata da un flusso continuo di <strong>presentazioni brevi</strong> ma intensamente informative, tenute dai nostri esperti formatori, coach e speaker. Ogni sessione esplorerà diverse aree manageriali, tutte presentate con uno stile unico e coinvolgente.</p>
<p><strong>Pomeriggio di Workshop interattivi</strong></p>
<p>Il pomeriggio vedrà l&#8217;organizzazione di <strong>otto workshop tematici</strong>, distribuiti nei vari spazi disponibili di Fabbrica di Lampadine. Questi workshop sono ideati per approfondire argomenti cruciali come leadership, gestione del cambiamento, innovazione e comunicazione. Partecipare attivamente a questi laboratori permetterà ai presenti di sperimentare metodi di lavoro all&#8217;avanguardia e di applicarli nelle proprie realtà lavorative e non solo.</p>
<p><strong>Un progetto ambizioso di crescita e apprendimento</strong></p>
<p>Il <strong>Lampadine Day</strong> è parte di un progetto ambizioso che puntualizza il valore del nostro network non solo come gruppo di professionisti ma come comunità di ispirazione e sviluppo continuo. La nostra comunità di formatori è animata da principi di entusiasmo, generosità e curiosità, credendo fermamente che la formazione sia un potente strumento di trasformazione.</p>
<p>Fabbrica di Lampadine è accreditata a <a href="https://www.fabbricadilampadine.it/trasparenza-regione-lombardia/">Regione Lombardia</a> e ai Fondi Paritetici Interprofessionali, un motivo in più per formarsi e innovarsi, per rendere il capitale umano dell’azienda competitivo e al passo con i tempi.</p>
<p><strong>Unisciti a noi!</strong></p>
<p>Non perdere l&#8217;opportunità di partecipare a questa esperienza formativa unica, un’occasione per <a href="https://www.fabbricadilampadine.it/spazi/">conoscere gli spazi</a> di Fabbrica di Lampadine e attivare un networking fuori dal comune!</p>
<p><a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-lampadine-day-2025-milano-1247567180019?aff=oddtdtcreator"><strong>Iscriviti ora</strong></a><strong> al Lampadine Day</strong> per accendere nuove idee e prospettive in un ambiente leggero e divertente.</p>
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