Fabbrica di Lampadine

Cosa nasce da un Game over

Di Lisa Coronini, Project Leader di Fabbrica di Lampadine

Pubblicato su InsurZine Plus – Formazione e Competenze nelle assicurazioni 

Cosa nasce da un Game over

Lo schermo si oscura e due parole lampeggiano al centro: GAME OVER. Un suono secco segna la fine della partita, mentre la musica di sottofondo si interrompe bruscamente, lasciando un vuoto carico di tensione. Un misto di frustrazione e delusione ti stringe lo stomaco. Hai perso. Fine della corsa.
Chi non ha mai provato questa sensazione?

Alle macchinette in una sala giochi, accompagnato dall’eco dei gettoni che scivolano nelle fessure di metallo. Davanti a un videogioco al computer, con
il controller tra le mani ancora contratte sui pulsanti. O persino durante una partita di burraco in famiglia, quando una mossa azzardata manda in fumo la strategia perfetta. Eppure, oltre quella frustrazione, potrebbe esserci qualcosa di più.
Dietro quel game over si nasconde un invito a ricominciare, ripartire da zero, consapevoli degli errori fatti e con una nuova strategia in mente. Perché il gioco non è solo competizione: è crescita, sperimentazione, apprendimento continuo. Questa dinamica diventa ancora più potente nella formazione aziendale, dove il gioco azzera le gerarchie e crea un terreno neutrale.
Nel contesto ludico ognuno è libero di osare, esplorare, sbagliare. E riprovare. L’apprendimento diventa quindi un’esperienza coinvolgente e trasformativa, capace di azzerare i livelli aziendali e sviluppare competenze in modo leggero e divertente.

Il gioco nella formazione manageriale

Il gioco è un’attività strutturata con regole precise e obiettivi chiari da raggiungere. Quando viene applicato all’apprendimento, diventa un efficace strumento formativo che permette ai partecipanti di acquisire nuove competenze in un ambiente sicuro, dove l’errore non è un ostacolo, ma una parte naturale del processo di crescita.
Il gioco funziona così bene nella formazione manageriale perché le soft skills, a differenza delle competenze tecnico professionali, sono spesso difficili da insegnare e misurare in quanto non sono tangibili. Inserendole in una dinamica ludica, diventa possibile valutarle in modo più strutturato attraverso la definizione di regole e il raggiungimento di obiettivi concreti.
Il gioco porta inoltre numerosi vantaggi che possono trasformare radicalmente l’apprendimento, rendendolo più dinamico e coinvolgente.
Innanzitutto, il gioco permette la sospensione del giudizio, creando un ambiente in cui i partecipanti si sentono liberi di sperimentare senza paura di fallire. Questo favorisce un maggiore coinvolgimento, poiché i discenti sono più motivati a partecipare attivamente e ad esplorare nuove soluzioni.
L’aspetto competitivo, che contraddistingue le attività ludiche, stimola i partecipanti ad impegnarsi di più per raggiungere obiettivi specifici, mantenendo quindi alta la motivazione e l’ingaggio durante il corso della formazione. Il gioco favorisce inoltre un apprendimento duraturo, poiché la ripetizione e l’interazione con i concetti li rendono più facili da ricordare.
Infine, il gioco crea esperienze condivise che promuovono relazioni autentiche tra i partecipanti, rafforzando il lavoro di squadra e costruendo una cultura collaborativa che si riflette anche nel contesto lavorativo.

Il Gioco di ruolo: lo sviluppo delle competenze relazionali

Il gioco di ruolo aggiunge una dimensione emotiva, relazionale e sociale all’apprendimento. Nei role-playing, i partecipanti assumono
identità diverse, simulando situazioni aziendali complesse come negoziazioni, conflitti interpersonali o decisioni etiche.
Immagina un addetto alle vendite che interpreta il ruolo di un cliente difficile. Improvvisamente, deve abbandonare la prospettiva
abituale e comprendere le esigenze dell’interlocutore. Questo esercizio permette non solo di sviluppare l’empatia, ma rafforza
anche le capacità comunicative e di negoziazione per migliorare l’approccio al cliente.
L’interpretazione di un ruolo non solo permette di interiorizzare le caratteristiche dell’altro da un punto di vista diverso e di comprendere con profondità ciò che quel ruolo richiede, ma stimola anche la capacità di riconoscere i bias cognitivi, decostruire i pregiudizi e affinare il pensiero critico, competenze fondamentali per sviluppare un mindset inclusivo e aperto alla diversità.
Il ribaltamento dei ruoli non solo aumenta la comprensione reciproca e favorisce un clima di collaborazione, ma permette di sperimentare l’efficacia di vari comportamenti per una data situazione, riflettendo sulle conseguenze delle proprie azioni.

Realtà virtuale: l’apprendimento immersivo

E se il gioco non fosse limitato da uno schermo o da un tavolo? La realtà virtuale porta l’apprendimento esperienziale a un livello completamente nuovo, creando ambienti immersivi in cui è possibile vivere scenari complessi e realistici.
Grazie alla realtà virtuale, la formazione diventa interattiva e coinvolgente, attivando anche la memoria spaziale per migliorare la ritenzione
delle informazioni. Un esempio concreto è la formazione tecnica dei chirurghi o dei piloti: attraverso simulazioni estremamente realistiche possono affrontare scenari senza alcun rischio, acquisendo sicurezza e precisione.
Anche nella formazione manageriale è possibile integrare efficacemente la realtà virtuale. Simulazioni immersive permettono di esercitare competenze fondamentali come la comunicazione efficace, la gestione dei conflitti e il decision making in un contesto protetto, ma incredibilmente realistico.
In Fabbrica di Lampadine abbiamo sviluppato un format innovativo, utilizzando la realtà virtuale, che aiuta i partecipanti a bilanciare emozioni e pensiero critico in uno scenario altamente immersivo.
Grazie a un cortometraggio interattivo girato in soggettiva con un sistema di sliding doors, i partecipanti diventano i veri protagonisti dell’esperienza.
Nel corso dell’attività, sono chiamati a prendere decisioni collettive che influenzano l’evoluzione della trama. Ogni scelta, legata a dilemmi morali ed etici, è progettata per far sperimentare l’high-pressure decision-making e stimolare una riflessione profonda sui valori che guidano le proprie azioni.

Il divertimento nella formazione manageriale

Integrare il gioco, il gioco di ruolo e la realtà virtuale nella formazione manageriale non significa solo utilizzare nuove tecnologie o metodologie, ma adottare il divertimento come strumento di apprendimento.
Creare esperienze immersive e interattive consente ai partecipanti di esplorare scenari complessi, prendere decisioni in tempo reale e affrontare sfide senza il timore del fallimento. È uno spazio in cui le gerarchie si annullano, i ruoli si mescolano e si genera collaborazione all’interno del team.

E quando compare la scritta Game over, non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo livello. Perché la vera crescita nasce dalla possibilità di sperimentare, sbagliare e riprovare. Perché nel gioco, come nella formazione e nella vita, ogni errore è solo un’opportunità per migliorare.

 

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